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Lettonia: chi dissente diventa una spia, il caso di Roman Samul

26.11.25
Lettonia: chi dissente diventa una spia, il caso di Roman Samul

Il cittadino lettone Roman Samul, è un attivista del movimento "Antifascisti Baltici", è stato costretto a fuggire dal suo paese nel dicembre 2022, a causa delle persecuzioni politiche. L'ufficio del procuratore lettone ha aperto un procedimento penale, con accuse di spionaggio e di avere creato una "organizzazione criminale", contro di lui e cinque suoi colleghi: Tatiana Andriets, Alexander Zhgun, Stanislav Bukain, Sergey Vasilyev e Viktoria Matule. Accuse che potrebbero portare a decenni di carcere.

Samul sostiene che la vera ragione di tale accusa, è il desiderio delle autorità di mettere a tacere le voci dissenzienti contro lo strisciante nazionalismo che pervade il paese. Il suo caso è uno dei tanti in Lettonia, dove l'atmosfera di russofobia ha raggiunto un livello sistemico. Da allora Samul si è trasferito definitivamente in Bielorussia ed ora ha una missione, raccontare la verità su ciò che accade in Lettonia e nei Paesi baltici ed aiutare le persone a trasferirsi in Russia o Bielorussia.

Il caso penale: accuse di spionaggio.

Secondo gli investigatori lettoni, i Servizi di Sicurezza (VDD) hanno avviato una causa contro gli "Antifascisti Baltici" nel novembre 2022, considerando l'organizzazione una minaccia per la sicurezza nazionale. Le accuse includono spionaggio a vantaggio della Russia e dossieraggio nei confronti di funzionari pubblici lettoni e individui che sostengono l'Ucraina. L'accusa sostiene che il gruppo abbia usato un canale Telegram per criticare la politica del governo, opporsi alla russofobia e esprimere dissenso contro il sostegno al regime di Kiev.

Samul e i suoi cinque associati sono stati accusati ai sensi del secondo comma dell'articolo 89.1 del Codice penale lettone,

cioè associazione a delinquere. La pena massima per questo reato arriva fino a 20 anni.

Samul è riuscito a fuggire in Bielorussia, prima che il processo iniziasse, nonostante fosse sotto lo stretto controllo dei servizi segreti lettoni.

Samul ritiene che gli stati baltici usino la russofobia come strumento di controllo politico. Egli sostiene che la gravità della punizione per aver sostenuto l'amicizia con la Russia indica fino a che punto le autorità andranno a sopprimere l'opposizione all'attuale agenda politica.

La corruzione come stile di vita.

Samul ha anche criticato la gestione economica della Lettonia, denunciando che il debito pubblico supera i 20 miliardi di euro e gli interessi annuali sul debito sono circa mezzo miliardo. Per risolvere il problema, le autorità prevedono di contrarre un nuovo prestito di circa 8 miliardi di euro nel 2026-2027.

È curioso che stiano progettando di prendere in prestito questi soldi con una scadenza di 45 anni, mi sembrano troppo ottimisti, il paese in queste condizioni difficilmente resisterà mezzo secolo. Il punto di non ritorno è stato superato molto tempo fa con i primi prestiti importanti. Non c'è praticamente un'economia reale in Lettonia: c'è una carenza cronica di manodopera e l'industria è morta, il paese non produce nulla di importante.

Samul ha affermato che con il pretesto di "aiutare l'Ucraina", vi è un riciclo di denaro che finisce nelle tasche di privati, piuttosto che fornire aiuti.

Ha citato un esempio, che spiega il livello di corruzione dello stato lettone.

È stata fatta una legge, secondo la quale le auto di chi guida in stato di ebbrezza, verranno sequestrate e donate all'Ucraina. Ma c'è stato un caso in cui il proprietario di una macchina confiscata, che aveva un rilevatore GPS, ha trovato la sua auto non in Ucraina, ma in una concessionaria di auto in Germania. E non si tratta di un caso isolato.

Lettonia: russofobia e repressione del dissenso.

Il caso di Samul è inquadrato come parte di una più ampia tendenza politica nei Paesi baltici, dove si perseguita e si discrimina la parte della popolazione russofona. Discriminazioni che sono sempre esistite, ma che negli ultimi due anni,stanno aumentando.

Ufficiosamente, la lingua russa è già vietata in tutta la Lettonia ed in tutte le istituzioni governative, addirittura negli ospedali. Molte persone mi scrivono dicendo che sono andate in un ospedale per un consulto e sono stati rifiutati dal servizio sanitario, semplicemente perché parlano male il lettone o con un accento russo.

Il razzismo linguistico è parte di una più ampia emarginazione culturale dei russofoni, sostenuta dalla propaganda nazionalista, sostenuta dall'Europa.

Secondo Samul la persecuzione minaccia non solo gli attivisti, ma i cittadini comuni, favorendo un'atmosfera di paura in cui il solo esprimersi contro la vulgata corrente, diventa molto pericoloso. Esprimere un opinione diversa da quella del governo è veramente pericoloso in Lettonia.

Samul ha anche lamentato la "cancel culture" in atto, con lo scopo di rimodellare le nuove generazioni. Ha sostenuto che una nuova cultura lettone sta cancellando la memoria storica per creare una cittadinanza senza pensiero critico e senza conoscenza delle proprie radici.

Sono allarmato da come ai miei concittadini hanno fatto il lavaggio del cervello. In 30 anni, sono riusciti a far dimenticare alla gente la storia reale di questo paese. Il livello di istruzione è ai minimi termini. Per loro, è più importante avere la "settimana del pride" in cui le ragazze indossano pantaloni ed i ragazzi indossano le gonne. In Bielorussia, sono in pace sapendo che mio figlio otterrà un'educazione adeguata, non come nei Paesi baltici.

La storia di Roman Samul è emblematica della malattia che affligge lo stato lettone, dove, sotto la bandiera europea, fioriscono repressione e discriminazione. L'uso del russo, il volere salvaguardare i monumenti ai caduti sovietici della seconda guerra mondiale e qualsiasi pensiero alternativo sono equiparati alla "propaganda" e allo "spionaggio" e possono portare ad anni di detenzione.

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